Afterhours – Rock in Roma – 19 luglio 2016


Sono cambiate un sacco di cose.

Sebbene vi abbia visto con estrema costanza nel tempo, il confronto sarà fatto con quei concerti visti al villaggio globale. Offerta libera a partire da 5 euro. Quindi 5 euro. Concerti di 3 ore con problemi di sicurezza legati al tendone bianco dal quale colava il sudore condensato.

Dicevo appunto sono cambiate un sacco di cose:

– Iriondo aveva lasciato il gruppo – Putiferio

– Ciffo era stato un ottimo acquisto – L’unico che non faceva uso di droghe pesanti

– A una certa arriva Gabrielli con i suoi capelli e molteplici strumenti – Ma chi cazz’e?

– 10 anni fa arriva Dell’Era che entra nella formazione: il classico ultimo arrivato – Stasera invece eri uno dei veterani. 

– Ciffo nel frattempo se n’è andato. Poi Ciccarelli. E poi pure Prette – La mia bacchetta non vale più nulla

– Ritorna Iriondo.

Sono cambiate un sacco di cose anche nel pubblico: adolescenti scalmanati e dal pogo organizzato lasciano il posto a over 30enni che ciondolano la testa a destra e sinistra. Praticamente siamo sempre stati gli stessi negli anni: abbiamo preso un diploma (un fallimento), una laurea (per reagire) e poi siamo finiti finti musicisti contabili. Molto contabili e poco musicisti.

Cosa non è cambiato:

Il nuovo cd è stupendo, potente, maturo e attuale con un suono inconfondibilmente vostro. Dal vivo ancora più intenso. Grande, Ti cambia il sapore, Non voglio ritrovare il tuo nome, Il mio popolo si fa: inizio: 7,5. (Anche se da sola la frase ‘o sole mio, sta ‘n fronte a me, fatto d’anfe in un festino’ si merita da sola un bel 10).

I must di Ballate per la mia piccola iena riportano al dark profondo di tutto il cd:

La vedova bianca – Il sangue di Giuda – La sottile linea bianca: 8,5.


Si tocca il 10 con la solita frase urlata a squarciagola ‘sacra e sola sporca sposa sdraia sul tuo grembo bianche lame come dame’. Lo sappiamo che le lame sono state tirate giù (o su?) più volte, ma c’è da dire che ormai Manuel è super in forma. Secondo me per x-factor s’e ripulito abbestia.

Classiche e immancabili Bianca e Non è per sempre: 9.​


Avete sbagliato sul vecchio: non potete fare 4 canzoni (su 30) solo da Germi e Hai paura del buio, di cui una delle 4 è Pop. Una canzone pop.

Per quanto siamo passati dai centri sociali a luoghi pubblici più o meno rispettabili con passaggi su Virgin radio, è evidente che il pubblico viene per quei pezzi assolutamente politically (s)correct: Rapace, Lasciami leccare l’adrenalina, Ossigeno, Dentro Marilyn, Sui giovani d’oggi ci scatarro su.

Ma ok Strategie (versione originale), Voglio una pelle splendida, Male di miele, mi hanno trafitto il cuore: 9,5.


E poi niente: Varanasy Baby, Bunjee jumping, Quello che non c’è, Bye bye bombay: solo grazie.

Se c’è una cosa che è immorale, è la banalità. E voi banali non lo siete mai.

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