‘Run’ – Foo Fighters

 

I FF fanno come gli pare, sempre. Pubblicano singoli a sorpresa, fanno concerti a sorpresa. Si spaccano a sorpresa una gamba durante un live, vanno in ospedale si curano e tornano a suonare. A sorpresa. 

Hanno pubblicato un nuovo singolo. Non saranno mai in grado di tirare fuori un altro primo singolo all’altezza degli altri. Cioè alla fine quanto volte j’è andata bene?

  • This is a call. Ok primo cd. Ci sta.
  • Monkey wrench. Si sa al secondo album si vede se un gruppo è un vero gruppo. Sì. So’ proprio divertenti.
  • Learn to fly. Sono dei pazzi, fottutamente pazzi. Il video con Dave che fa la hostess e altri soggetti è uno dei più trasmessi da MTV.
  • All my life. Quanto siete potenti e incazzati.
  • Best of you. Avete raggiunto la vetta. La rabbia, il dolore, la violenza. Da qui si scende solo.
  • The pretender. Ah no qui. Da qui non si scende più.
  • Rope. Ormai grandi e maturi.
  • Something from nothing. Io ancora mi sento male, MI SENTO MALE quando intoni ‘but in the end we all come from what’s come before’ con la chitarra che sale e si appoggia male.

Quindi, senza pretese, ti avvii ad ascoltare il nuovo singolo sul divano di pelle. 40 gradi. Meno male che c’è il condizionatore. Mi sto addormentando.

Una chitarra leggera ti accoglie. 
Wake up. Ma tu già sognando un prato verde sommerso dai fiori. Il rumore delle foglie. Il profumo. Il sole ti accieca e ti scalda, non riesci proprio a tenere gli occhi aperti. Stai bene qui. Perfect life.

Poi arriva una nuvola. Peccato. Ora passa. Cos’è questo brusio? Apri gli occhi e vedi che c’è un’ape. Ti alzi di scatto e senti che il brusio è fortissimo nelle orecchie. Non è un’ape. Hai uno sciame addosso che inizia a portarti dentro il loro vortice di veleno e aggressività.

Wake up! Ti svegli davvero. Indolenzito e gonfio e torni nei bassifondi della tua vita di merda. Di soprusi e stento. C’è un odore di piscio e vomito. Un rumore assordante di cani che abbaiano e di ambulanze che sfrecciano a soccorrere qualcuno che probabilmente non ce la farà. Ma come ci sei finito qui? Una vita di sacrifici per vivere nella mediocrità.

Dov’è il prato? Sentivi l’odore dei fiori e il fruscio delle foglie. C’è. E’ lontano quanto tutte le scelte sbagliate che hai fatto. Era alla fine della strada alternativa che non hai preso.  Trovalo. Torna indietro e trova il bivio. Alzati da quel divano e corri. Corri lontano. Fino a che hai le forze e il fiato. Fino a che ti scoppia la testa e stai per vomitare i polmoni.

Corri e non guardarti indietro. 
Wake up. Run for you life with me. In another perfect life. We run.

Run è quel pugno nello stomaco. Quello messo così bene che ti prende il diaframma, ti spezza il fiato e pensi di morire. Poi ricominci a respirare lentissimamente e pensi. Ok ce la posso fare.
È rock. Ha tutto dentro. Rumore. Rabbia, tanta. Ribellione. Chitarre e batteria pesanti. Distorsioni.

Insomma, pure sta volta ci sono riusciti. Ma al prossimo sicuro cadranno

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