Afterhours #30 – Rock in Roma – 28 Luglio 2017


Pretese altissime.
Tour per i 30 anni di carriera: da quando suonavate in inglese ad oggi.
Conosco persone che hanno girato il mondo in lungo e in largo per seguirvi. Navigato nel deep web. Rinunciato a qualche organo. Venduto la propria anima al primo demone di passaggio. E tutti mi hanno confermato: “Sì, ne è valsa la pena.”

Avete varcato gli anni ’80, dove a posteriori tutti ci siamo chiesti – voi per primi – come siate riusciti a uscirne vivi.

Negli anni ’90 eravate mortalmente infetti. Più aggressivi e violenti di Mister Hyde. Correvate devastando tutto ciò che vi veniva incontro. Durante la fuga però il buio è venuto giù. Nero cristallo. Ma la notte, come qualsiasi altra cosa, non è per sempre. E quando l’alba è finalmente arrivata, avete spiccato il volo negli anni duemila. Attraversato i continenti e raggiunto quello che in realtà c’era.

Il vostro equilibrio è solo apparente. Cadete all’ingiù. Vi ritrovate nel profondo di un deserto circondati da predatori senza scrupoli, vi danzano intorno in attesa. Nell’oscurità si sente solo il calore del sangue che scorre copiosamente. Credevate di essere le vittime ma in realtà siete i carnefici: ben vestiti e banalmente borghesi.

Negli anni ’10 la storia si è invertita: il vostro cammino vi ha trasformato in Dottor Jekyll. Dalla comodità della vostra casa, immersa nella nebbia e nella laboriosità industriale, sedate Mister Hyde. Lo curate. O almeno ci provate. Le iniezioni fanno male e la fine per lui è comunque arrivata. La fine è oggi.

30 anni per una persona sono un ammasso di cose:
– Persone: famiglia, amici, amori, figli, politici, divinità. Senza dimenticare sè stessi: ognuno con il suo Es, Io, e Super Io. Un bordello di gente.
– Esperienze: tutto ciò che fai per la prima volta. Ciò che non avresti dovuto fare – ma quanto hai goduto nel farlo. Quello che invece hai fatto correttamente. E quello di cui non conoscerai mai l’epilogo.
– Emozioni: Rabbia, ribellione, amore, disperazione, odio, speranza, serenità.
Tutto ciò moltiplicatelo per i componenti del vostro gruppo. Il prodotto sarete voi.

Capite ora le pretese altissime?

Inizio torbido e aggressivo (grazie!) Strategieil risveglio dal sogno forse uccide, mai tradisce. Manco ‘sta volta. Non contenti, Male di miele. E’ ufficiale: la morale NON è proporzionale al vostro successo, perché fate IL bordello. Buon per noi. Il riff di Rapace riecheggia per tutto l’ippodromo. Le vibrazioni come delle serpi si insinuano dentro. Urli al pubblico che i tuoi amici sono più vuoti che mai. Ti credo, siamo pieni noi. Arriva Il sangue di Giuda: le vibrazioni sono in realtà sangue, e non va via. Poco più avanti Germi: ci hai infettato. Cazzo quanto amo Mister Hyde.



Passiamo a Dottor Jekyll. Il paese è reale. Torni alla realtà illuminata e ci dai una speranza: anche se il paese è una merda ci esorti a fare qualcosa che serva. Riprendere Berlino. Non solo utile, ma anche giusta. Qui si fa fatica a farla una cosa, ora anche le modalità? Padania: ce la possiamo fare. Possiamo avere tutto quello che vogliamo, dobbiamo solo capire cosa. Per te sembra quasi un dettaglio.

La cura non ha l’effetto desiderato e la fine arriva comunque: Grande – Non voglio ritrovare il tuo nome – L’odore della giacca di mio padre. Il disagio di sensazioni varie che non augureresti a nessuno, ma che invece proviamo tutti prima o poi. Un nodo in gola. Per fortuna che hai tutti quei faretti in faccia, non ti sei accorto di quanto il nodo noi lo stiamo vomitando. Sotto forma di piccole gocce d’acqua. Dettagli.

Essere così allo scoperto è pericoloso, per cui ritorni ad un sano cinismo (Il mio popolo si fa Costruire per distruggere) e ad una costruttiva aggressività verbale: Tutto domani. Era un po’ che non si ascoltava dal vivo. Noti come, sebbene sedato, Mister Hyde rimanga dentro. Ho smesso di pensarti ormai, ma faccio sogni strani, mi specchio e c’è un estraneo che ha ancora le mie mani. Ancora sano cinismo con Ballate per la mia piccola iena. E di gradevole dipendenza psico-fisica La sottile linea bianca. Quanto ci piace soffrire mentre urliamo Sarai sempre sola, ora che mi hai. E’ che il pianto tuo, mi incendia.



Hai settato aspettative altissime che soddisfi con Voglio una pelle splendida. Per la quale non c’è nemmeno bisogno di descrizioni. E finalmente, dopo un sacco di tempo, Ossigeno. LA canzone d’amore. L’anima l’abbiamo venduta tempo fa, per cui non ti stupire dei nostri gusti. Cantiamo è così (piacevolmente) insano, dentro ai miei occhi, che io ami un angelo, che uccide se lo tocchi. La verità che ricordavo a torso nudo e giocando con il microfono (ammazza non ci credo che c’hai 50 anni)… Manca solo che sputi sul pubblico e torneremmo indietro di secoli, ma non lo hai fatto. Ti fai perdonare con 1.9.9.6. Gesù, grazie.

​​
​Inizia la fine dello spettacolo, il tavolo da poker accetta solo puntate altissime:
Bianca Non è per sempre.
Quello che non c’è 
e Bungee Jumping. Più delle altre volte sentiamo la gravità che ci spinge giù, per ritornare su in estasi. Le urla, ricordo solo le urla.

Ma prima di concludere la perla vera: La sinfonia dei topi. Che chicca, solo in pochi hanno apprezzato. Ma tutti hanno cantato …E finirla di sentire che mi sto prostituendo, perché faccio ciò che voglio e mi fa sentire meglio.


Farò finta di non aver sentito a metà concerto, quando hai detto che il tour serve per chiudere un cerchio e aprirne un altro. Mi concentro su Bye Bye Bombay, perché se accadesse davvero ti urlerei contro Io non tremo, è solo un po’ di me che se ne va.

 

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