‘The sky is a neighborhood’ – Foo Fighters

Schermata 2017-08-30 alle 23.00.03

Agosto è il mese in cui  di notte ti capita di alzare la testa verso l’alto e pensare:
Che bel cielo stasera, ci sono un sacco di stelle.
Di sdraiarti sul prato ad ammirarle sbrilluccicare:
Chissà quanto tempo fa si sono spente e noi riceviamo ancora la loro luce.
Di fare una serie di pensieri di elevata filosofia, perchè a Kant je spicci casa:
Quanto sono piccolo e inutile di fronte a tutto questo.

Ma poi arrivano i Foo Fighters con “The sky is a neighborhood” e la tua immorale banalità prende tutta un’altra piega.

Con questo singolo avete ridefinito il modo di guardare il cielo in una sera di agosto. Perché quando cerchi la tua stella cadente e incontri il vostro rumorosissimo simil-blues, capisci che ti devi arrendere. Accordare i tuoi battiti con la batteria. Il flusso sanguigno con la melodia. E pensare Ma pure se sono piccolo e inutile, ma all’universo che je frega?

La capacità che avete di unire perfettamente i testi, alla musica, al video, è inquietante.
Le immagini sono un po’ un horror e un po’ Stranger Things:
Due bambine da sole. Un libro magico e il rumore.
Tanto rumore.
In un posto in cui immagini solo pace e vuoto, C’E’ TUTTO QUEL RUMORE.
Voi che sbattete i piedi, con gli occhi blu, che nemmeno la peggiore delle invasioni dei non morti oltre la barriera. Ballate sul tetto del mondo sapendo di aver tirato fuori un altro singolo potentissimo.

Intro di voci angeliche alla System of a down, che si risolve con una nota in alto.
Che bel cielo stasera, ci sono un sacco di stelle.

Inizia una batteria che ti porta nel profondo. Giù ad ogni colpo. Il terreno è umido e soffice, un prato memory foam per capirci. La sensualità di tre battute e un accordo sulla terza. Ci dondoliamo mentre una sensazione di fresco attraversa il corpo.
Ma dove sono finite tutte le stelle? Don’t make a sound – Don’t look now.

E poi di botto entrano tutti gli strumenti: una supernova che muore. Le luci, che non trovavi più, si stavano preparando dietro le quinte per l’esplosione del secolo: si sentirà quel boato e si vedrà quel lampo per i prossimi tre milioni di anni. Io ero lì.

L’evento deve aver sconvolto qualche asse terrestre e gli equilibri gravitazionali, perché tu urli fortissimo. E mentre guardiamo quel che resta di un cielo che vomita luce e lava, lasciamo gradatamente il suolo. Stiamo iniziando a levitare.

Oh my dear, heaven is a big bang now

Gotta get to sleep somehow
Bangin’ on the ceiling
BANGIN’ ON THE CEILING
Keep it down

Che sia un disastro astro-fisico o una qualche filastrocca incantata, sentiamo il sangue che scorre verso l’alto. Portandosi dietro le vene. Insieme ai muscoli. Con attaccate tutte le ossa. Nuotando nell’aria.

Volteggiare, come nemmeno la Kostner nei suoi esercizi più belli. Capriole e giravolte. Siamo tantissimi e ci veniamo addosso. Ci graffiamo e urtiamo. Pieni di lividi e ferite. Senti la lava, la tua lava, scorrere bollente per tutto il corpo. Saliamo insieme alla melodia, ormai lo spazio non ha più senso. Chissà su quale pianeta atterrerò.

Ma proprio mentre continui a ripetere che c’è un casino di gente, senza soluzione di continuità, il tuo corpo si ricompone. Le ossa tornano al loro posto. I muscoli come obbedienti servi si risistemano perfettamente. Il sangue riprende il suo percorso precisissimo dentro ogni piccolo capillare. Smetti di sentire tutto quel caldo e ritorni al fresco del tuo umido e stupido prato. Apri gli occhi.
Che bel cielo stasera, ci sono un sacco di stelle..

Mind is a battlefield.

Con due singoli così, io aspetto solo l’album il 15 Settembre.

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